Argomento PCI

Giustizia e verità. Trame e misteri d’Italia

Roma 21 gennaio 2015 - 1h 42' 44"
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Nell'ambito delle iniziative organizzate dalI'Istituto "Carlo Matteucci" nel XXV anniversario della morte dello scrittore siciliano, Leonardo Sciascia
DIBATTITO - Evento organizzato da

Quirinale story: le elezioni presidenziali del 1985. La vittoria al primo scrutinio di Francesco Cossiga

Roma 19 gennaio 2015 - 20' 18"
Quirinale story: le elezioni presidenziali del 1985. La vittoria al primo scrutinio di Francesco Cossiga L'elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 1985 si svolge il 24 giugno. Si tratta dell'undicesima elezione del Capo dello Stato (comprendendo anche quelle per nominare il Capo Provvisorio dello Stato nel 1946 e 1947). Il Presidente della Repubblica uscente è Sandro Pertini. Il 24 giugno Cossiga risulta eletto al 1° scrutinio con 752 voti, contro i 16 di Arnaldo Forlani. Pertini, il cui mandato sarebbe scaduto il 9 luglio, si dimette il 29 giugno e Cossiga presta giuramento il successivo 3 luglio. Queste elezioni vengono considerate da tutti un piccolo capolavoro di Ciriaco De Mita. Il segretario della Democrazia Cristiana propone una rosa che comprende anche Andreotti e Forlani: entrambi bocciati dal Pci. Poi, pian piano, nelle diverse "rose" di candidati esce il nome di Cossiga. Al Pci, che esce sconfitto dal referendum sulla scala mobile, il nome di Cossiga non dispiace: viene dalla sinistra dc, è fuori dai giochi da tempo, è riservato e parente di Berlinguer (cugini di terzo grado). Natta, che ha già votato Cossiga alla presidenza del Senato, ci sta subito e spera anche di fare un dispetto a Craxi. Il Psi, a parte Pertini, fatica a trovare nomi da contrapporre. Inoltre, Craxi tiene al governo, non al Colle ed ecco che arriva il via libera del Psi. De Mita si convince che è fatta e che Cossiga può essere eletto al I scrutinio, votato da quasi l’intero arco costituzionale: Dc, Psi, Psdi, Pli, Pri, Pci, Sinistra indipendente. Solo missini, demoproletari e radicali tuonano contro l'inciucio maggioranza-opposizione all’insegna del compromesso storico: voteranno scheda bianca.
INTERVISTA

Quirinale Story: le elezioni presidenziali del 1978. L'elezione del socialista Sandro Pertini - Intervista a Valerio Zanone

Quirinale Story: le elezioni presidenziali del 1978. L'elezione del socialista Sandro Pertini - Intervista a Valerio Zanone L'elezione del settimo presidente della Repubblica iniziò il 29 giugno 1978 a seguito delle dimissioni di Giovanni Leone. Nei primi tre scrutini la DC optò per Guido Gonella e il PCI votò in modo pressoché unanime il proprio candidato, Giorgio Amendola, mentre l'ala parlamentare socialista concentrò i propri voti su Pietro Nenni. Fino al 13º scrutinio il PCI mantenne la candidatura di Amendola e il PSI propose Francesco De Martino, senza trovare consensi, ma al 16º scrutinio, l'8 luglio 1978, la convergenza dei tre maggiori partiti politici si trovò sul nome di Pertini, che fu eletto presidente della Repubblica Italiana con 832 voti su 995, a tutt'oggi la più ampia maggioranza nella votazione presidenziale nella storia italiana. La sua elezione apparve subito un importante segno di cambiamento per il Paese, grazie al carisma e alla fiducia che esprimeva la sua figura di eroico combattente antifascista e padre fondatore della repubblica, in un Paese ancora scosso dalla vicenda del sequestro Moro. Quella delle elezioni presidenziali fu una battaglia molto dura. Uscirono sconfitti da quel confronto Benigno Zaccagnini, allora segretario della Dc e Ugo La Malfa. Il Psi affondò queste due candidature perchè si trattava di esponenti politici che avevano dato il loro sostegno alla politica del "Compromesso storico". Ma anche Antonio Giolitti non riuscì a spuntarla. Ne abbiamo parlato con l'allora segretario del Partito Liberale Italiano Valerio Zanone, che proposte al Quirinale il politologo Norberto Bobbio
INTERVISTA
711 pagine
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