Argomento GHEDDAFI

La costituzione del Congresso Mondiale per la libertà della e nella cultura: intervista ad Valter Vecellio

La costituzione del Congresso Mondiale per la libertà della e nella cultura: intervista ad Valter Vecellio In continuità storica con "l'Associazione per la libertà della cultura", di cui tra gli altri, fecero parte Benedetto Croce, Piero Calamandrei, Nicola Chiaromonte, Ernesto Rossi, Ignazio Silone, Altiero Spinelli, e il meglio della cultura liberale e laica degli anni Cinquanta e Sessanta (filiazione diretta dell’"International Association for Cultural Freedom" che ebbe tra i suoi animatori, tra gli altri, Hannah Arendt, Arthur Koestler, George Orwell, Beltrand Russell), si è formalmente costituito il Congresso Mondiale per la libertà della e nella cultura. Presidente dell'Associazione è stato eletto Valter Vecellio, affiancato da due co-presidenti (Guido Biancardi e Aldo Loris Rossi), e da un tesoriere (Antonio Cerrone)
INTERVISTA

Settimana Internazionale

Settimana Internazionale La 31ª puntata di "Settimana internazionale", la trasmissione radiofonica in collaborazione tra oltreradio.it, Ansa e East. Ogni giovedì notizie, approfondimenti, interviste e storie commentate con ospiti, le redazioni Ansa nel mondo e gli analisti della rivista East. LIBIA. GUERRA O PACE La Conversazione con Giuseppe Scognamiglio (Presidente Europeye, editore di East), Alessandro Politi (analista strategico), Mattia Toaldo (Research Fellow all’ECFR di Londra), Giulia Cappellazzi (responsabile programma Libia di Non c’è Pace Senza Giustizia) e le voci del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il già sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica e il presidente emerito Giorgio Napolitano. Collabora Silvia Settecasi (Redazione di East). Conduce in studio Giulia Raffaelli (Capo della redazione di oltreradio.it).
RUBRICA - Evento organizzato da ,

Libia: il ruolo e il peso di Isis, i rischi di un intervento senza una riconciliazione nazionale. Intervista a Mattia Toaldo (ECFR)

Libia: il ruolo e il peso di Isis, i rischi di un intervento senza una riconciliazione nazionale. Intervista a Mattia Toaldo (ECFR) Le due opzioni possibili per intervenire in Libia: quella egiziana, con copertura Onu con la missione di combattere l'Isis o quella sollecitata da Gb, Francia, Italia, Usa, Germania, che pone l'enfasi sul prerequisito della riconciliazione nazionale, con un governo unitario che poi sia in grado di sconfiggere l'Isis. Un Paese con due governi: a Tobruk, con il premier Al Thani e il generale Haftar, con forze militari ex gheddafiane, anti-islamisti e forte spinta sepratatista Cirenaica; a Tripoli, l'alleanza 'Alba libica', sostenuta da milizie di Misurata, forze berbere e milizie islamiste con alleanze di convenienza con Ansar al-sharia. Il ruolo dell'Egitto e degli Emirati arabi uniti. Il modello Al Sisi per il generale Haftar. Lo scotro interno al mondo islamista libico, la sopravvalutazione del peso dei Fratelli musulmani e l'opposizione dell'Egitto a governi di unità nazionale con elementi islamisti. L'Isis non ha reale e pieno controllo di territorio libico ed ha forze ingenti solo a Derna. Il rischio di un intervento militare esterno è che si ricompattino sotto le bandiere dell'Isis tutte le formazioni islamiste, nel nome di una guerra santa contro Haftar. L'Isis si propone come modello alla luce di quanto fatto in Iraq e Siria: la capacità di 'farsi Stato' in un Paese ormai dilaniato,
INTERVISTA
145 pagine
Syndicate content