Argomento FIUMI

Trentasei milioni di chili di reflui tossici sversati nel fiume Noce: intervista a Pino Perciante, corrispondente de La Gazzetta del Mezzogiorno nel lagonegrese Redattore Maurizio Bolognetti

Trentasei milioni di chili di reflui tossici sversati nel fiume Noce: intervista a Pino Perciante, corrispondente de La Gazzetta del Mezzogiorno nel lagonegrese Redattore Maurizio Bolognetti Presso il Tribunale di Paola (CS), si è aperto il dibattimento sulla vicenda dell'inquinamento del fiume Noce. In sede di udienza preliminare - come riferito dal corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno Pino Perciante - è stata depositata una perizia commissionata dal Comitato per la tutela del fiume. Nel documento, curato dall’ing. Raffaele Magnanimi, si legge che "nel torrente Pizzino, affluente del Noce, sarebbero state sversate circa 36mila tonnellate di reflui tossici". Reflui, che secondo l'ipotesi formulata dalla Procura di Paola, erano destinati al depuratore di San Sago, ubicato in agro di Tortora (CS)
INTERVISTA

Le "casse di laminazione" contro le piene del fiume Ombrone a Pistoia. Intervista a Massimiliano Sforzi

Le "casse di laminazione" contro le piene del fiume Ombrone a Pistoia. Intervista a Massimiliano Sforzi A Pistoia, si discute da qualche anno sulla realizzazione o meno di un'opera di difesa idraulica: le cosiddette casse di espansione o di laminazione contro le piene del fiume Ombrone. Il progetto, che vede favorevoli il sindaco di Pistoia e il presidente della Regione Toscana, ha sollevato molte polemiche da parte di associazioni ambientaliste e comunità locali, e dai consiglieri comunali che siedono tra i banchi dell'opposizione come Massimiliano Sforzi, capogruppo SEL
INTERVISTA

No alla Basilicata hub petrolifero. Potenza, manifestazione contro lo Sblocca Italia

No alla Basilicata hub petrolifero. Potenza, manifestazione contro lo Sblocca Italia promossa in occasione della seduta del Consiglio regionale, dedicata al cosiddetto decreto Sblocca Italia, migliaia di lucani sono scesi in piazza dandosi appuntamento in viale Verrastro. I manifestanti hanno chiesto al Consiglio di deliberare a favore dell'impugnazione del Decreto per i manifesti profili di incostituzionalità in esso contenuti, ad iniziare dal famigerato art. 38 che di fatto sottrae alle Regioni ogni potere in materia di autorizzazioni attinenti le attività estrattive. Contestati numerosi aspetti del Decreto, dal titolo concessorio unico che determina uno svuotamento del diritto di proprietà del privato attraverso il vincolo preordinato all'esproprio dei beni, al ruolo delle Regioni nel procedimento autorizzativo che in base alla formulazione adottata ha di fatto determinato una perdita di competenze da parte delle stesse. La manifestazione ha visto la partecipazioni di numerose sigle del variegato mondo ambientalista provenienti anche dalla Puglia e dalla Campania. Tra coloro che sono scesi in piazza anche alcuni Sindaci lucani in rappresentanza degli oltre 60 Comuni che hanno approvato delibere per invitare la Giunta ad impugnare la legge 164/2014. Diffusa tra i manifestanti la preoccupazione che un ulteriore incremento delle attività estrattive possa determinare una crescita esponenziale dell'inquinamento di tutte le matrici ambientali, ad iniziare dalle preziose risorse idriche, e compromettere definitivamente altre possibilità di sviluppo del territorio
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49 pagine
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