Argomento DECESSI

Quirinale Story: le elezioni presidenziali del 1978. L'elezione del socialista Sandro Pertini - Intervista a Valerio Zanone

Quirinale Story: le elezioni presidenziali del 1978. L'elezione del socialista Sandro Pertini - Intervista a Valerio Zanone L'elezione del settimo presidente della Repubblica iniziò il 29 giugno 1978 a seguito delle dimissioni di Giovanni Leone. Nei primi tre scrutini la DC optò per Guido Gonella e il PCI votò in modo pressoché unanime il proprio candidato, Giorgio Amendola, mentre l'ala parlamentare socialista concentrò i propri voti su Pietro Nenni. Fino al 13º scrutinio il PCI mantenne la candidatura di Amendola e il PSI propose Francesco De Martino, senza trovare consensi, ma al 16º scrutinio, l'8 luglio 1978, la convergenza dei tre maggiori partiti politici si trovò sul nome di Pertini, che fu eletto presidente della Repubblica Italiana con 832 voti su 995, a tutt'oggi la più ampia maggioranza nella votazione presidenziale nella storia italiana. La sua elezione apparve subito un importante segno di cambiamento per il Paese, grazie al carisma e alla fiducia che esprimeva la sua figura di eroico combattente antifascista e padre fondatore della repubblica, in un Paese ancora scosso dalla vicenda del sequestro Moro. Quella delle elezioni presidenziali fu una battaglia molto dura. Uscirono sconfitti da quel confronto Benigno Zaccagnini, allora segretario della Dc e Ugo La Malfa. Il Psi affondò queste due candidature perchè si trattava di esponenti politici che avevano dato il loro sostegno alla politica del "Compromesso storico". Ma anche Antonio Giolitti non riuscì a spuntarla. Ne abbiamo parlato con l'allora segretario del Partito Liberale Italiano Valerio Zanone, che proposte al Quirinale il politologo Norberto Bobbio
INTERVISTA

Il 15° anniversario della scomparsa del leader socialista Bettino Craxi: Stefania Craxi ricorda la figura del padre e le iniziative della Fondazione Craxi in Tunisia

Il 15° anniversario della scomparsa del leader socialista Bettino Craxi: Stefania Craxi ricorda la figura del padre e le iniziative della Fondazione Craxi in Tunisia Il prossimo 19 gennaio ricorrono i 15 anni della scomparsa di Bettino Craxi, morto dopo un lungo esilio in terra tunisina, dove ancora oggi riposa nel piccolo cimitero cristiano all'ombra della Medina di Hammamet. Qui Bettino Craxi resta "Monsieur le President". Nella cittadina tunisina che fu il suo buen retiro negli anni d'oro, e che ospita adesso la sua tomba, non ci sono eredità politiche da analizzare né riabilitazioni da fare, esiste persino una strada intitolata a suo nome dall'allora presidente Ben Alì. Per tutti in Tunisia Craxi fu quello che aiutò il paese, i fratelli palestinesi ed il popolo tunisino gli è sempre stato riconoscente e grato nei momenti di grazia e sventura. Come ogni anno la Fondazione a lui intitolata, presieduta dalla figlia Stefania, organizzerà una cerimonia di commemorazione, non solo per ricordare la figura e l'opera di un uomo che ha speso la sua vita per il suo Paese e per la pace ed il progresso del mondo, ma anche per ribadire l'affetto e la gratitudine della famiglia Craxi, dei socialisti italiani e di tutti gli italiani liberi nei confronti del popolo tunisino. Per l'anniversario arriveranno in molti: politici di oggi, fedelissimi di ieri, socialisti di varia estrazione in una sorta di pellegrinaggio sulle tracce del leader. Il programma di iniziative, cui parteciperà anche la comunità italiana tunisina, prevede, oltre alla consueta commemorazione, anche la proiezione del docufilm ''Esilio'', sabato 18 gennaio alle ore 21 presso l'Hotel Mehari. L'onorevole Stefania Craxi è intervenuta nel notiziario mattutino di Radio Radicale
INTERVISTA
488 pagine
Syndicate content