Argomento COSSIGA

Quirinale story: le elezioni presidenziali del 1985. La vittoria al primo scrutinio di Francesco Cossiga

Roma 19 gennaio 2015 - 20' 18"
Quirinale story: le elezioni presidenziali del 1985. La vittoria al primo scrutinio di Francesco Cossiga L'elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 1985 si svolge il 24 giugno. Si tratta dell'undicesima elezione del Capo dello Stato (comprendendo anche quelle per nominare il Capo Provvisorio dello Stato nel 1946 e 1947). Il Presidente della Repubblica uscente è Sandro Pertini. Il 24 giugno Cossiga risulta eletto al 1° scrutinio con 752 voti, contro i 16 di Arnaldo Forlani. Pertini, il cui mandato sarebbe scaduto il 9 luglio, si dimette il 29 giugno e Cossiga presta giuramento il successivo 3 luglio. Queste elezioni vengono considerate da tutti un piccolo capolavoro di Ciriaco De Mita. Il segretario della Democrazia Cristiana propone una rosa che comprende anche Andreotti e Forlani: entrambi bocciati dal Pci. Poi, pian piano, nelle diverse "rose" di candidati esce il nome di Cossiga. Al Pci, che esce sconfitto dal referendum sulla scala mobile, il nome di Cossiga non dispiace: viene dalla sinistra dc, è fuori dai giochi da tempo, è riservato e parente di Berlinguer (cugini di terzo grado). Natta, che ha già votato Cossiga alla presidenza del Senato, ci sta subito e spera anche di fare un dispetto a Craxi. Il Psi, a parte Pertini, fatica a trovare nomi da contrapporre. Inoltre, Craxi tiene al governo, non al Colle ed ecco che arriva il via libera del Psi. De Mita si convince che è fatta e che Cossiga può essere eletto al I scrutinio, votato da quasi l’intero arco costituzionale: Dc, Psi, Psdi, Pli, Pri, Pci, Sinistra indipendente. Solo missini, demoproletari e radicali tuonano contro l'inciucio maggioranza-opposizione all’insegna del compromesso storico: voteranno scheda bianca.
INTERVISTA

Il Quirinale e le scelte di Matteo Renzi: intervista ad Ugo Sposetti

Il Quirinale e le scelte di Matteo Renzi: intervista ad Ugo Sposetti Per quanto riguarda il Quirinale, «Renzi non faccia furbate, perché poi rischia di pagarne le conseguenze. Non pensi di tirare fuori un nome all'ultimo momento come il coniglio dal cappello, perché allora non sarebbe commestibile». Così si è espresso il 13 gennaio il senatore della sinistra dem Ugo Sposetti, intervistato dal quotidiano "la Repubblica". E al giornalista che ha sottolineato come il premier sembri aprire alla 'dittà, la minoranza Pd, ha detto: «bene. Però per scegliere il candidato alla presidenza della Repubblica è giusto che il segretario, pur nella riservatezza degli incontri, mostri anche la massima trasparenza». Una rosa di nomi dalla sinistra dem? «Renzi ha il diritto-dovere in quanto segretario del Pd di dirigere, ascoltando le ragioni della minoranza. Spetta però a lui presentare una candidatura che raccolga il massimo dell'unità. Non è opportuno che la minoranza esprima una rosa di nomi». Radio Radicale ha chiesto al senatore della sinistra Dem di puntualizzare le sue dichiarazioni
INTERVISTA

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

Radio 4 gennaio 2015 - 2h 2' 28"
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